Prevenzione e diagnosi precoce del carcinoma prostatico

Prevenzione e diagnosi precoce del carcinoma prostatico

La prevenzione

Prevenire significa conoscere i fattori di rischio che gravano sulla ghiandola prostatica.

Al primo posto, come fattore di rischio, figurano gli alti livelli di estrogeno che possono generare la condizione di ipertrofia prostatica benigna o, se in accoppiata con gli androgeni, l’evoluzione da una displasia premaligna ad una trasformazione maligna.

Occorre onorare uno stile di vita che preveda una riduzione degli estrogeni endogeni, ad esempio riducendo il grasso corporeo e un minore apporto degli estrogeni esogeni, attraverso la scelta degli alimenti privi di anabolizzanti e di quegli elementi chimici associati alle plastiche, come il bisfenolo e gli ftalati presenti nell’ambiente anche, e soprattutto, in campo alimentare.

Al di là della considerazione di una possibile familiarità che vede nella mutazione di geni BRCA 1 e 2 una possibile maggiore espressione dell’evento tumorale, la prevenzione consta in un valido stile di vita che comprenda attività fisica costante, una dieta povera di alcolici e grassi saturi, il controllo del peso corporeo e dunque un limitato apporto ormonale con i cibi.

Per la diagnosi precoce, si consiglia di effettuare una volta all’anno il controllo della prostata.

L’approccio ecografico transrettale rappresenta la modalità vincente in termini di accuratezza diagnostica e predittività nella diagnosi precoce del tumore prostatico, in particolare se accoppiato allo studio del PSA.

 

 

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